Leadership emotiva: che cos’è?

leadership emotiva: che cosa è?

Leadership emotiva: che cos’è?

Leadership emotiva: che cos’è?

Autore: Samuel Gentile

Portare la Leadership emotiva all’interno della propria azienda per favorire un buon clima di lavoro e prestazioni superiori

Autore: Lia Bortolossi

Tempo di lettura: 2 MINUTI

leadership emotiva: che cosa è?

Partiamo da una citazione di Daniel Goleman, tratta dal suo libro “Leadership emotiva”:
“L’arte della leadership consiste nel portare e mantenere le persone nella fascia più alta dei livelli di performance, e questo succede quando le persone sono nel miglior stato di benessere personale.”

Quando si sta bene si lavora meglio: questo è un aspetto di cui siamo tutti consapevoli, anche se non è così banale come sembra.
Quante volte ci è capitato di sentire un collega o un amico lamentarsi del proprio lavoro? Magari gli piace quello che sta facendo ma non si sente in linea con il team o con il capo.

Ambienti stressanti, team poco collaborativi e una leadership demotivante, sono infatti tutti aspetti che all’ordine del giorno influiscono in modo negativo sulla produttività e sul raggiungimento degli obiettivi comuni aziendali.

Vivere in un ambiente sereno in cui si ha a che fare con uno stile di leadership positivo è quindi essenziale per riuscire a lavorare nel migliore dei modi.

Ecco infatti che in questo articolo vogliamo aiutarti a comprendere che cosa sia la leadership emotiva e comprendere quali siano i vantaggi collegati.

 

Entriamo subito nel vivo.
Secondo l’autore la leadership emotiva si suddivide in sei stili diversi:

  • Autorevole
  • Il leader – allenatore
  • Federatore
  • Democratico
  • Incalzante
  • Coercitivo

 

Come possiamo immaginare, ognuno di questi stili ha caratteristiche proprie ben marcate, e spesso diverse tra loro. Pensiamo allo stile autorevole, dove troviamo a fare da protagonista la figura di un visionario. Questo, con il suo entusiasmo contagioso riesce a motivare il team verso il raggiungimento di obiettivi comuni, facendo comprendere come questi vadano a favore dell’intera organizzazione aziendale.

Se parliamo invece dello stile coercitivo, vediamo appunto che la modalità di azione cambia completamente. In questo caso facciamo riferimento a uno stile di leadership “dall’alto”, dove chi sta in cima impone le proprie idee senza lasciar spazio al dibattito.

Se invece ci spostiamo a metà tra questi due esempi, ecco che troviamo lo stile democratico, dove il leader spinge tutti i dipendenti a partecipare attivamente al sistema decisionale dell’azienda.

Ciò che accomuna questi sei stili è il fatto che siano tutti basati sulla capacità di comprendere le emozioni altrui, da cui deriva per l’appunto il nome “leadership emotiva”.
Alla base di questo concetto troviamo tre elementi essenziali. La capacità di sviluppare la propria forza interna, con lo scopo di essere più adattabili e positivi verso l’esterno. Lo sviluppo di una cultura della comprensione degli altri ed infine, la capacità di favorire una comunicazione aperta e chiara.

Un altro passo importante da prendere in considerazione diventa quello di passare da una leadership cosiddetta del controllo a una leadership diffusa, in cui ogni singola persona diventa parte attiva e responsabilizzata all’interno dell’ambiente lavorativo.

A questo punto viene da porci una domanda:

se la leadership emotiva si basa su 6 stili completamente diversi, quale di questi è meglio abbracciare?

Lo stesso Daniel Goleman all’interno del suo libro ci spiega che, il modo migliore per favorire un buon clima di lavoro e prestazioni superiori è per l’appunto lo sviluppo di una buona padronanza di più stili. Un’ulteriore osservazione che si potrebbe fare consiste nel fatto che ognuno di noi, presenta già intrinsecamente la propensione verso più stili, potrebbe però risultare utile esercitarsi sul riuscire a riconoscerli e valorizzarli a seconda di ciò che si ha davanti.

Un buon leader deve essere in grado di padroneggiare i diversi stili con sicurezza e, soprattutto, deve essere in grado di comprendere, in base alle circostanze, quale sia quello più adatto da utilizzare.

Capire quale stile sia più adatto a ciascuna singola situazione sta quindi alla sensibilità del leader stesso, il quale deve tener sempre presente che il fine ultimo è ottenere un buon equilibrio tra il raggiungimento degli obiettivi e buone relazioni all’interno del gruppo. Deve riuscire, inoltre, a dare valore alle qualità del team, aiutando ciascun elemento a scoprire e sviluppare talenti e competenze.

In Strategia Agile sappiamo quanto sia determinante adottare il giusto stile di leadership al fine di generare all’interno della squadra un clima produttivo e coinvolgente. Per questo motivo cerchiamo di favorire lo sviluppo di quello che abbiamo precedentemente definito come leadership diffusa, responsabilizzando e rendendo “leader” ogni singolo membro del team.

Ti invitiamo ad approfondire il tema della leadership andando a leggere gli altri articoli che abbiamo scritto al riguardo, così da avere un quadro preciso su questo tema così attuale.

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